Il dialogo tra Andrea Ricci e Isabel Vergara Ogando alla Conferenza APRE

Sempre più proposte di ricerca, molte di alta qualità, competono per risorse limitate. In questo contesto, anche mezzo punto può determinare l’accesso a un finanziamento: una pressione che rende ancora più importante la qualità del processo di valutazione e la fiducia di chi vi partecipa.
Su queste sfide si è concentrato il dialogo condotto da Andrea Ricci, Senior advisor di ISINNOVA e Presidente del Comitato Tecnico Scientifico di APRE, con Isabel Vergara Ogando, vicecapo unità presso la Direzione generale Ricerca e Innovazione della Commissione europea, durante la Conferenza Annuale APRE del 19 ottobre 2026. Al centro, il funzionamento della valutazione di Horizon Europe e le prospettive del prossimo programma quadro.
Criteri chiari e spazio al giudizio degli esperti
Tra le questioni sollevate da Andrea Ricci, il rapporto tra criteri dettagliati e autonomia dei valutatori. Articolare la valutazione in numerosi sottocriteri può aiutare a rendere più esplicite le aspettative, ma rischia anche di favorire una lettura per singoli requisiti, facendo della valutazione un esercizio eccessivamente meccanicistico che lascia poco spazio alla legittima discrezionalità dei valutatori.
La qualità della selezione dipende molto dalle competenze degli esperti e dal confronto tra loro. Le modalità di lavoro a distanza e di costruzione del consenso incidono sulla possibilità di discutere le divergenze e arrivare a giudizi condivisi. Anche la distinzione tra giudizio scientifico ed errore fattuale è rilevante: nel dialogo, Isabel Vergara Ogando ha chiarito che gli errori fattuali documentati dovrebbero già essere presi in considerazione nelle procedure di riesame, sulla base del contenuto della proposta originaria.
Ridurre il lavoro richiesto per candidarsi
Per Andrea Ricci, rendere il sistema più sostenibile significa considerare anche il tempo investito nella preparazione di proposte che, pur ottenendo valutazioni elevate, non ricevono finanziamenti.
Da qui l’attenzione alle candidature in due fasi: una prima proposta realmente breve, seguita dalla candidatura completa per un numero più ristretto di partecipanti, potrebbe contenere l’impegno iniziale. Come osservato da Isabel Vergara Ogando, questa soluzione comporta però tempi complessivi più lunghi e può risultare meno adatta ai settori in cui è necessario finanziare rapidamente l’innovazione.
AI, impatto e rapporto con le politiche europee
L’intelligenza artificiale potrebbe offrire un supporto operativo, ad esempio nell’abbinamento tra proposte ed esperti e nelle verifiche sui rapporti di valutazione. Nel confronto è rimasta ferma la responsabilità umana delle decisioni.
Guardando al prossimo programma quadro, la crescente attenzione alla competitività europea apre inoltre una domanda su come definire e valutare l’impatto atteso dei progetti. Ricci ha richiamato anche l’importanza di rafforzare il collegamento tra chi definisce le priorità politiche e chi gestisce i finanziamenti, affinché i risultati della ricerca possano tornare ad alimentare le politiche europee.
Far evolvere la valutazione richiede dunque interventi su più livelli, accompagnati da indicazioni tempestive sulle eventuali nuove procedure. Un’esigenza concreta per consentire a ricercatori e organizzazioni di prepararsi, investire consapevolmente nelle candidature e mantenere fiducia nel sistema.
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