APRE e il gruppo “Verso FP10”: un contributo italiano al dialogo europeo su ricerca e innovazione

Nei prossimi mesi, l’Unione Europea definirà il decimo Programma quadro per la ricerca e l’innovazione, noto come FP10, che andrà a finanziare il periodo 2028–2034 e che rappresenterà l’evoluzione naturale di Horizon Europe. Come si evince dalla proposta della Commissione europea pubblicata a luglio 2025, l’impostazione del programma è il segnale di una scelta strategica sul ruolo che ricerca e innovazione avranno nel rafforzare la competitività, la sostenibilità e l’autonomia strategica dell’Europa.

FP10 ed ECF: investire sul futuro competitivo dell’Europa

Il contesto finanziario entro cui si inserisce FP10 è il nuovo Quadro finanziario pluriennale (QFP) 2028–2034, per il quale la Commissione Europea ha proposto un budget ambizioso di quasi 2.000 miliardi di euro, pari all’1,26% del reddito nazionale lordo dell’Unione. All’interno di questo bilancio, e con inedita enfasi, ricerca e innovazione vengono confermate come una priorità centrale, con Horizon Europe affiancato da un nuovo strumento di finanziamento, il Fondo europeo per la competitività (European Competitiveness Fund, ECF).

La proposta della Commissione prevede uno stanziamento pressoché doppio di risorse dedicate alla ricerca e innovazione rispetto al precedente esercizio, con 175 miliardi di euro destinati a Horizon Europe FP10, oltre ai 409 miliardi per il Fondo Competitività. Il programma si presenta come il più grande in termini finanziari e più semplice e rapido nel disbrigo delle procedure, grazie all’adozione estesa del modello lump sum, alla riduzione dei tempi di attivazione dei contratti (stima di circa 7 mesi) e all’adozione di un single rulebook comune con il Fondo Competitività. Inoltre, FP10 sarà maggiormente orientato all’impatto grazie a strumenti potenziati per l’innovazione dirompente e alla possibilità di sviluppare “moonshot projects” che collegano ricerca, dimostrazione e implementazione, co-finanziati da risorse europee, nazionali e private.

Dal punto di vista normativo, la proposta legislativa per FP10, pubblicata il 17 luglio 2025, definisce la struttura, gli obiettivi e gli strumenti del programma, introducendo una nuova configurazione per le Partnership europee, che abbandonano il modello co-funded semplificando e confermando forme di cooperazione basate su memorandum tra UE, Stati membri e attori privati.

La voce italiana nel dibattito su FP10

In questo scenario, APRE gioca un ruolo fondamentale come agenzia di promozione della ricerca europea e tramite il gruppo di esperti “Verso FP10”, coordinato e presieduto da Andrea Ricci, Senior Partner e Lead Researcher di ISINNOVA. APRE svolge un’attività costante di analisi e advocacy, supportando il posizionamento italiano con un dialogo critico e strutturato rivolto alle istituzioni europee, al fine di garantire che il nuovo programma risponda compiutamente alle esigenze e alle aspettative della comunità nazionale di ricerca e innovazione.

Il gruppo “Verso FP10” ha prodotto un documento di raccomandazioni che evidenzia come il raddoppio del budget e la conferma dell’autonomia di Horizon Europe siano passi importanti, così come la conferma delle strutture esistenti (ERC, MSCA, EIC) e l’enfasi sull’innovazione dirompente e sulla cooperazione internazionale. Tuttavia, il documento sottolinea anche la necessità di mantenere distinti i programmi di lavoro di FP10 e del Fondo Competitività per evitare sovrapposizioni che potrebbero indebolire la ricerca collaborativa, di articolare meglio il budget interno per bilanciare le diverse linee di azione, e di rafforzare la dimensione industriale della ricerca con un approccio sistematico di foresight strategico.

 

Il negoziato tra Parlamento Europeo e Consiglio nei prossimi mesi definirà gli aspetti fondamentali che influenzeranno per almeno un decennio le politiche di ricerca e innovazione in Europa, inclusi il volume delle risorse, gli ambiti prioritari e le modalità di accesso e gestione dei fondi. Grazie all’esperienza e al ruolo attivo di Andrea Ricci e del gruppo di esperti “Verso FP10”, l’Italia intende così riaffermare la propria voce nel plasmare un programma che sia all’altezza delle sfide globali, coerente con le ambizioni europee, e capace di valorizzare il sistema nazionale di ricerca e innovazione.